Nel rapporto fra la società civile e le attività professionali, i Medici Veterinari hanno un ruolo molto delicato perché spesso sono i primi ad entrare in contatto con situazioni critiche che coinvolgono persone ed animali, potendone osservare aspetti di vario genere.
La complessa tematica della bioetica, il maltrattamento in ambito domestico di animali e persone, il maltrattamento genetico, il traffico di animali sono solo alcuni degli ambiti nei quali le conoscenze scientifiche e l’esperienza professionale sono determinanti per la tutela della salute e del benessere animale (e non solo).
Se la formazione universitaria è importante per fornire le basi della capacità di osservazione, una formazione post universitaria è sempre più necessaria perché aumentano le situazioni dove il coinvolgimento dei Medici Veterinari richiede conoscenze ulteriori, sia per quanto attiene alla comunicazione sia per quanto riguarda la collaborazione con altre professioni (non solo sanitarie) e con enti o Forze dell’Ordine.
Prima ancora della sfera della repressione dei reati o altre forme di illeciti, i compiti dei Medici Veterinari sono relativi all’educazione al rispetto delle esigenze etologiche degli animali.
D’altro verso, è riconosciuto il legame fra maltrattamento domestico e maltrattamento di animali (c.d. Link): in queste circostanze i Medici Veterinari sono chiamati a non sottovalutare segni di potenziali situazioni critiche, relazionandosi con i servizi sociali, nel rispetto del segreto professionale che va sempre coordinato alla circostanza, precisata dell’art. 13 del Codice Deontologico (Dovere di segretezza e riservatezza del Codice Deontologico), secondo cui è dovere primario e fondamentale del Medico Veterinario mantenere il segreto sull’attività prestata e su tutte le informazioni di cui sia venuto a conoscenza nell’esercizio della professione, fatti salvi i casi previsti per legge. L’obbligo di riservatezza viene superato in situazioni che possono configurare un rischio per la salute pubblica e/o per la salute e il benessere degli animali. I casi previsti per legge sono quelli relativi all’obbligo di denuncia o di referto (Capitolo III).
Nonostante il rilievo della figura del professionista veterinario, anche dal punto di vista della responsabilità professionale per malpractice, manca una trattazione organica delle responsabilità in cui può incorrere il Medico Veterinario. L’avvertita esigenza di approfondimenti viene saziata con singoli corsi di approfondimento che rimangono senza materiali di studio e di supporto specifico. Nel panorama editoriale si rintracciano solo approcci timidi o occasionali ma è assente una trattazione sistematica della responsabilità del Medico Veterinario.
L’opera intende gettare i semi di un approfondimento, un punto di partenza per dare dignità editoriale a un tema spinoso e inedito con riferimento a plurime aree giuridiche: responsabilità civile, responsabilità penale e responsabilità disciplinare (volendo, per i funzionari pubblici, vi sarebbe anche la responsabilità erariale). Grazie anche al contributo di un’addetta ai lavori, in un’ottica multidisciplinare, tracceremo le coordinate ordinamentali e deontologiche del professionista veterinario. Sarà, inoltre, approfondita la responsabilità civile del Medico Veterinario nonché le ricadute penalistiche dell’attività professionale. Infine, verrà dedicato uno specifico capitolo alle prospettive processuali in cui il professionista può essere coinvolto come esperto.
L’opera è completata da una comoda Appendice normativa, contenente anche le Linee guida della FNOVI, per avere tutto (o quasi) a disposizione del lettore e da un’ampia bibliografia di approfondimento.
Avv. Annalisa Gasparre – annalisa.gasparre@gmail.com
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