Un veterinario è stato condannato a risarcire il danno patrimoniale e a restituire gli onorari percepiti per avere erroneamente diagnosticato un problema al gomito di un cane lupo cecoslovacco, che invece non presentava alcuna problematica.
Ripetuti errori diagnostici ed errori nell’esecuzione della artroscopia hanno provocato l’insorgenza di una nuova condizione patologica per effetto dei trattamenti chirurgici effettuati. A fronte di ciò, il veterinario non ha dimostrato di aver eseguito la prestazione professionale secondo la migliore scienza ed esperienza medica e che l’evento infausto sia stato determinato da un evento imprevisto e imprevedibile, estraneo alla sua signoria.
Neppure opera la limitazione della responsabilità ex art. 2236 c.c., atteso che il veterinario non ha dimostrato la particolare difficoltà di diagnosi della patologia, rivelatasi non corretta sin dall’inizio.
È interessante notare che il c.t.u. ha effettuato una valutazione prognostica delle spese mediche future e del loro possibile incremento per la vita del cane coinvolto.
Il giudice ha quindi condannato il veterinario al risarcimento dei danni patrimoniali, consistenti nelle spese già sostenute e in quelle presuntivamente da sostenere, nonché alla restituzione dei compensi percepiti, quale effetto della risoluzione del contratto per grave inadempimento dell’obbligazione di cura assunta dal veterinario.
Per approfondimenti, volendo, Gasparre-Benini, La responsabilità del medico veterinario, Youcanprint, 2025
Avv. Annalisa Gasparre – foro di Pavia – annalisa.gasparre@gmail.com

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