Un cane è stato portato via dal giardino. L’autore del fatto è stato ritenuto responsabile del reato di furto aggravato, perché commesso in luogo di privata dimora e con violenza sulle cose.

In proposito, la Corte di cassazione ha precisato che un animale rientra tra le cose mobili su cui può cadere la condotta appropriativa, perché si tratta di animali da compagnia o d’affezione, beni tutelati dalla legge e suscettibili di costituire oggetto di diritti reali e di rapporti negoziali.

L’aggravante, invece, è configurata dalla circostanza che il giardino rientra nel concetto di privata dimora, in quanto pertinenza di un’abitazione.

Avv. Annalisa Gasparre – foro di Pavia

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